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Il principe ecoballista PDF Stampa E-mail
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principe CarloSe già non esistesse, probabilmente nessuno si darebbe pena di inventarlo. Perché uno come lui, che trasforma una potentissima Aston Martin in una improbabile carretta che va a vino e formaggio, è meglio perderlo che trovarlo. Ieri, dalla sommità della sua principesca ne ha sparata un’altra delle sue: il pianeta Terra, se non si darà una ruvida regolata, ha ancora 99 mesi di vita, poi si abbioscerà come un soufflé sciroccato.

 

La profezia di sua Mestizia è risuonata nelle sale di Palazzo Montecitorio, dove Carlo d'Inghilterra, con la consorte Camilla Parker Bowl, duchessa di Cornovaglia, ha fatto prima tappa nel tour ambientalista in Italia. Camilla, indossava un abito nero con collana e orecchini di perle, e Carlo, in abito scuro a doppiopetto, si sono scambiati qualche rapido sguardo affettuoso mentre prendevano posto nella camera della Lupa. Il clima dolciastro è finito quando ha iniziato a parlare. «Qualunque difficoltà stiamo affrontando oggi», ha cassandrato Charles, «apparirà un nonnulla quando si dispiegherà in pieno l'orrore del riscaldamento del globo. Un'emergenza che va risolta entro 99 mesi, oltre i quali arriveremo a un punto di non ritorno». Bè, qualche tempo, lo stesso principe disse 19 mesi: oggi si è preso un altro po' di tempo e ha allungato lo showdown di 80 mesi.

 

Acqua alta a Venezia

Da quali complicati calcoli abbia ricavato questa precisa scadenza o quale fattucchiera gli abbia suggerito la prossima fine del mondo, non l'ha detto. Ma fa niente, gli eco-catastrofisti non hanno mai l'onere della prova. Tanto, se le sciagure non si avverano, nessuno protesta. L'importante è strologare a ruota libera sull’effetto serra, il riscaldamento globale che scioglie i ghiacci del Polo anche se a tarda primavera fa ancora un fresco becco. Per tacere dello smog che minaccia il pelo delle tigri siberiane e la trasmigrazione delle cicogne. E Carlo d'Inghilterra, di carne, pardon, di lattuga al fuoco, ne ha messa più di un ortolano. Così da riempire di entusiasmo il presidente Fini che ha lasciato alle mezze stagioni i suoi toni misurati e bipartisan e s'è lasciato andare a uno sperticato elogio della monarchia del cetriolo, Salutando sua maestà, come «un alfiere di ima autentica cultura ambientalista». Vabbè, alfiere non si nega a nessuno, accettabile premio di consolazione per un trono mancato.

Il principe Carlo, lo sanno tutti, non resiste al fascino delle etichette: si fa chiamare per l' esattezza Charles Philip Arthur George Mountbatten - Windsor, sua altezza reale principe del Galles, duca di Rothesaye di Cornovaglia, Contrammiraglio della Marina Reale Britannica e Maggiore Generale della Household Brigade. Titoli che suscitano dileggio non meno dello scettro che la mamma insiste a non cedergli nonostante un apprendistato durato sessant'anni. Comunque, il fanigottone erede al trono è tornato sulle battaglie che gli son care: ha parlato del riscaldamento, dell'innalzamento dei mari, dell'acqua alta a Venezia. Potrebbero esserci, ha avvertito, «in un prossimo futuro milioni di rifugiati del clima».

Parole sbagliate? Ma no: la Terra rischia davvero di lasciarci le penne se il modello dello sviluppo economico e la politica di rapina delle risorse energetiche non saranno riviste. Ma il fatto è che il sovrano ripete e amplifica le peggiori balle ecologiste, poi, come testimonial della causa, è un tantino comico. Sul riscaldamento globale, infatti, si sono scritte e dette panzane colossali. A dispetto di alcuni dati scientifici oggettivi. Negli ultimi otto anni, ad esempio, la temperatura è rimasta la stessa, nonostante i livelli di C02 siano continuamente cresciuti. È qualcosa di inaspettato, ma di cui non si discute. E invece andrebbe esaminato a fondo, perché riguarda l'entità del global warming, fenomeno affermatosi mediaticamente con la forza dei luoghi comuni proprio mentre nella comunità scientifica si moltiplicavano dubbi e scetticismi. Hanno detto che l'incremento dell' anidride carbonica va di pari passo con l'aumento delle temperature. Ma la Cina, che ha raggiunto e superato gli Stati Uniti in incremento di C02, ha visto l'inverno più freddo degli ultimi 50 anni.

 

L'Aston Martin a vino

Il Principe gufa sui seimila chilometri di coste italiane: rischiano divenire sommerse dal mare. E l' aumento delle temperature porterebbe l'Adriatico a sommergere Venezia e ad arrivare fino a Mantova. Che brividi. Carletto dovrebbe però spiegarci perché mai lo scorso inverno nella laguna l'acqua è stata tanto bassa che, hanno scritto i giornali, le gondole e le barche non riuscivano a galleggiare. Ok, la piantiamo qui per regale misericordia. Ma le sgangherate uscite paraecologiste dell'intemerato Carlo, sono da tempo fonte inesauribile della satira, florilegio ineguagliabile di strampalatezze extra snob. Ricordano tutti la bischerata dell' Aston Martin DBG, regalo della mamma Elisabetta. Non viaggia più a litri di carburante ma di bianco frizzantino.

L'erede al trono ha infatti convertito il vecchio motore in modo da alimentarlo con il distillato da vino di scarto, a cui viene aggiunta una sostanza derivata dalla produzione di formaggio. L'auto così trasformata consuma l’equivalente di 4,5litri di vino per miglio. Non un gran risparmio economico, visto che il bioetanolo costa 1,4 euro al litro. Inoltre, svariate Jaguar, Audi. e Range Rover del suo parco auto sono già state convertite per essere alimentate con bio diesel ricavato da olio da cucina. Beh, almeno un fan Carlo lo ha di sicuro: Beppe Grillo. Pure il comico genovese è del parere che l'olio di colza sia meglio della super: potrebbero mettere su una stazione di servizio a base di patatine fritte e barbera andato a male. Tuttavia, il Principe non demorde e se ne impippa delle critiche. A Palazzo reale ha messo in piedi una vera e propria factory per la produzione di prodotti bio logici: dalla saponette ai tradizionali biscotti per il breakfast e il tè delle cinque.

 

Verde sì ma furbetto

Alcuni gabinetti di Buckingham Palace, poi, vengono alimentati non più da acqua corrente ma piovana, e quasi tutti i dipendenti giungono al lavoro a bordo di biciclette. Tra le 600.000 sterline investite l'anno scorso in progetti ecologici c'è pure quella di un’erba migliore per le sue mucche, per limitare la loro nociva emissione di metano. Insomma, pure la vacca che non inquina con i suoi imbarazzanti gas. Infine, la battaglia contro il cibo Frankenstein e le coltivazioni geneticamente modificate. La sua militanze verde, tuttavia, non avviene a scapito degli affari: lui o chi lo consiglia, infatti è anche un mago delle finanze. Nonostante abbia guadagnato un milione di sterline in più dell'anno passato, Carlo ha chiuso la dichiarazione dei redditi pagando un mucchio di tasse in meno. Come? Semplice: lo svagato sovrano si è avvalso di una legge che consente sgravi agli imprenditori agricoli. Insomma, rivoluzione verde sì, ma senza dimenticare le sane tradizioni di famiglia.

Luigi Santambrogio - Libero - 28/4/2009

 

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