| Venti anni di ritardo |
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Una rara prova di imbecillità collettiva di cui abbiamo pagato e paghiamo ancora un prezzo salato in termini economici e di modernità. Verdi e affini infatti con i loro veti hanno impedito di utilizzare l'energia atomica, ma non sono stati capaci di inventarsi un'alternativa e così siamo andati avanti decenni a consumare petrolio in quantità crescente, costringendo l'Italia a dipendere dai Paesi arabi (e islamici, gli stessi che poi ci ringraziano con attentati terroristici). Praticamente gli ecologisti alle vongole hanno sacrificato gli interessi nazionali per dare una mano ai petrolieri (come ne avessero bisogno); senza contare le loro prodezze nell'osteggiare i trasporti: dall'alta velocità ai collegamenti autostradali, per citare un paio di cose. Ora il governo, sia pure con la rapidità di una lumaca da competizione, cerca di recuperare.
di Vittorio Feltri – Libero Vedi anche: “una boccata di energia” – “la svolta pro-nucleare”
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La notizia del giorno di per sé è buona: saranno costruite quattro centrali nucleari ed entreranno in funzione (speriamo) entro il 2020. Vorrei solo ricordare che Silvio Berlusconi colma un vuoto di vent'anni durante i quali Verdi e compagnia tardoecologista si sono gingillati col problema energetico, facendo perdere al Paese tempo prezioso e riducendolo a fanalino di coda in Europa. Quindi, se da un canto bisogna gioire perché riprendiamo un cammino interrotto, dall'altro siamo costretti a riflettere sulla miseria della sinistra, causa della nostra arretratezza. Fu infatti lo schieramento progressista (socialisti e comunisti compresi) a promuovere negli anni Ottanta un referendum antinucleare suicida, approvato il quale (da cittadini rimbambiti dalla propaganda) furono dismessi impianti già ultimati e sul punto di essere inaugurati.