| Clima: l'uomo è innocente |
|
|
|
|
Quando Al Gore decise di assillare, l'intera umanità coi rischi che essa correrebbe per via del riscaldamento globale antropogenico, il pezzo forte del suo ragionamento fu quello del consenso scientifico: -science is settled-, amava dichiarare. Già altre volte abbiamo avuto occasione di far notare che la scienza del clima è tutt'altro che -settled- e che, semmai, è la responsabilità umana che è -settled-, nel senso che sappiamo con certezza che l'uomo non c'entra. Comunque, . l'argomento del consenso scientifico è, in generale, irrilevante e appellarsi al consenso è pratica decisamente ascientifica; nel caso specifico della responsabilità umana del clima, poi, è semplicemente falso. Poco più di un secolo fa il consenso scientifico era che gli atomi non potevano esistere perché la teoria elettromagnetica di Maxwell prevedeva la caduta degli elettroni sul nucleo. E fino a non molto tempo fa il consenso scientifico era che l'ulcera fosse un disturbo d'origine psicosomatica, finché non si scoprì che è causata da batteri. E potrei continuare all'infinito. Il punto è che nessuno scienziato che si rispetti farebbe mai appello al consenso scientifico per testimoniare la validità di una affermazione: la scienza non si fonda sul consenso, né sull'autorità di alcuno. La scienza si fonda solo sui fatti e solo questi sono il giudice ultimo di qualunque affermazione che voglia essere scientifica. La cui validità è, in linea di principio, sempre provvisoria, fino a che essa non venga falsificata da altri fatti e sostituita da un'altra affermazione che spieghi sia i nuovi fatti sopravvenuti che quelli passati. Nel caso del «preponderante contributo umano al clima», esso fu legittimamente congetturato per il fatto che la C02 è un gas-serra e che il pianeta è, oggi, più caldo di 150 anni fa, cioè dall'inizio dell'era industriale. La congettura è stata abbandonata quando si è scoperto che:
Chi oggi insiste sul -preponderante- contributo antropico al riscaldamento globale non può appellarsi al fatto che vi sarebbe un altro milione di persone a insistere, ma deve rispondere ai fatti 1-4) sopra elencati. Faccio parte di un organismo (NIPCC, Nongovernmental International Panel on Climate Change) che si è dato lo stesso compito dell'IPCC, e cioè di valutare criticamente la letteratura esistente sulle responsabilità umane sul clima, e che è giunto a conclusioni opposte, e cioè: la natura, non l'attività dell'uomo, governa il clima. Quello dell'NIPCC - il cui Summary è disponibile anche in italiano - è un dettagliato e corposo rapporto di oltre 700 pagine (Climate change reconsidered, Heartland Institute editore, 2009) che si conclude con la dichiarazione della inconsistenza della congettura secondo cui l'uomo sarebbe responsabile dell'attuale riscaldamento globale. Orbene, quella dichiarazione è sottoscritta da oltre 31.000 scienziati, di cui oltre 3800 geologi e scienziati dell'atmosfera, quasi 1000 matematici o statistici, oltre 5800 fisici, oltre 4800 chimici, quasi 3000 biologi, oltre 3000 medici e oltre 10.000 ingegneri. Primo firmatario della petizione è Frederick Seitz che, recentemente scomparso, fu presidente della American Physical Society, prima, e della National Academy of Sciences americana, poi. Tutto ciò, abbiamo già detto; lo consideriamo irrilevante; ma dimostra come l'argomento del consenso scientifico e dell'autorità è, nel caso specifico della questione del riscaldamento globale, semplicemente falso. Franco Battaglia – il Giornale – 4 settembre 2009
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|








I cambiamenti climatici sono governati dalla natura e non dalle attività sociali e dalle fabbriche nelle città. La Prova? I livelli massimi di inquinamento atmosferico si sono registrati durante l’epoca pre-indurstriale.