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Clima: l'uomo è innocente PDF Stampa E-mail
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cambiamenti climaticiI cambiamenti climatici sono governati dalla natura e non dalle attività sociali e dalle fabbriche nelle città. La Prova? I livelli massimi di inquinamento atmosferico si sono registrati durante l’epoca pre-indurstriale.

Quando Al Gore decise di assillare, l'intera umanità coi rischi che essa correrebbe per via del riscaldamento globale antropogenico, il pezzo forte del suo ragionamento fu quello del consenso scientifico: -science is settled-, amava dichiarare. Già altre volte abbiamo avuto occasione di far notare che la scienza del clima è tutt'altro che -settled- e che, semmai, è la responsabilità umana che è -settled-, nel senso che sappiamo con certezza che l'uomo non c'entra. Comunque, . l'argomento del consenso scientifico è, in generale, irrilevante e appellarsi al consenso è pratica decisamente ascientifica; nel caso specifico della responsabilità umana del clima, poi, è semplicemente falso.

Poco più di un secolo fa il consenso scientifico era che gli atomi non potevano esistere perché la teoria elettromagnetica di Maxwell prevedeva la caduta degli elettroni sul nucleo. E fino a non molto tempo fa il consenso scientifico era che l'ulcera fosse un disturbo d'origine psicosomatica, finché non si scoprì che è causata da batteri. E potrei continuare all'infinito. Il punto è che nessuno scienziato che si rispetti farebbe mai appello al consenso scientifico per testimoniare la validità di una affermazione: la scienza non si fonda sul consenso, né sull'autorità di alcuno. La scienza si fonda solo sui fatti e solo questi sono il giudice ultimo di qualunque affermazione che voglia essere scientifica. La cui validità è, in linea di principio, sempre provvisoria, fino a che essa non venga falsificata da altri fatti e sostituita da un'altra affermazione che spieghi sia i nuovi fatti sopravvenuti che quelli passati.

Nel caso del «preponderante contributo umano al clima», esso fu legittimamente congetturato per il fatto che la C02 è un gas-serra e che il pianeta è, oggi, più caldo di 150 anni fa, cioè dall'inizio dell'era industriale. La congettura è stata abbandonata quando si è scoperto che:

  • il pianeta si sta riscaldando non da 150 anni, ma da 400 anni;
  • il pianeta fu più caldo di oggi in passato (ad esempio, 6000 anni fa e 1000 anni fa);
  • non v'è alcuna correlazione temporale tra le emissioni antropiche - esponenzialmente e senza sosta crescenti - e le temperature globali -la cui crescita ha subito inversioni (1940-75) e arresti (dal 1998 a oggi);
  • non v'è alcuna correlazione spaziale tra la teoria e le misure: quella prevede un accentuato riscaldamento della troposfera equatoriale a 10 km dalla superficie terrestre, queste registrano, lassù, un rinfrescamento.

Chi oggi insiste sul -preponderante- contributo antropico al riscaldamento globale non può appellarsi al fatto che vi sarebbe un altro milione di persone a insistere, ma deve rispondere ai fatti 1-4) sopra elencati.

Faccio parte di un organismo (NIPCC, Nongovernmental International Panel on Climate Change) che si è dato lo stesso compito dell'IPCC, e cioè di valutare criticamente la letteratura esistente sulle responsabilità umane sul clima, e che è giunto a conclusioni opposte, e cioè: la natura, non l'attività dell'uomo, governa il clima. Quello dell'NIPCC - il cui Summary è disponibile anche in italiano - è un dettagliato e corposo rapporto di oltre 700 pagine (Climate change reconsidered, Heartland Institute editore, 2009) che si conclude con la dichiarazione della inconsistenza della congettura secondo cui l'uomo sarebbe responsabile dell'attuale riscaldamento globale. Orbene, quella dichiarazione è sottoscritta da oltre 31.000 scienziati, di cui oltre 3800 geologi e scienziati dell'atmosfera, quasi 1000 matematici o statistici, oltre 5800 fisici, oltre 4800 chimici, quasi 3000 biologi, oltre 3000 medici e oltre 10.000 ingegneri. Primo firmatario della petizione è Frederick Seitz che, recentemente scomparso, fu presidente della American Physical Society, prima, e della National Academy of Sciences americana, poi.

Tutto ciò, abbiamo già detto; lo consideriamo irrilevante; ma dimostra come l'argomento del consenso scientifico e dell'autorità è, nel caso specifico della questione del riscaldamento globale, semplicemente falso.

Franco Battaglia – il Giornale – 4 settembre 2009

 

Commenti
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Alessandro R.  - Articoli scientifici?   |2009-10-07 09:33:21
Salve a tutti.
Qualcuno avrebbe qualche indicazione sugli articoli scientifici
che portano avanti questa ipotesi?
Non sono riuscito a trovare l'articolo sul
sito de ilgiornale e dunque non sono riuscito ad avere alcuna conferma al
riguardo.
Se qualcuno è informato lo prego di postare qualche link utile.
Grazie
Alessandro R.   |2009-10-10 14:38:54
Niente?
Alessandro R.  - Articoli scientifici?   |2009-10-19 09:29:05
Il fatto che dopo due settimane non siano stati ancora proposti link ad articoli
scientifici che confermino quanto detto nell'articolo è un segno che nulla di
ciò che è stato scritto è vero o che più semplicemente nessuno è interessato ad
approfondire in modo scientifico e rigoroso la questione?
Administrator   |2009-10-19 10:36:05
Il fatto che non siano stati postati link significa che in rete se ne trovano
una infinità e non è nostro obbiettivo postare link ad altri siti.

Eviti quindi
cortesemente di trarre conclusioni inappropriate in quanto l'autore
dell'articolo si è chiaramente firmato a differenza di quanti intervengono su
diversi siti nascondendosi dietro a dei nickname e sostenendo teorie prive di
fondamento scientifico.
Alessandro R.   |2009-10-28 10:04:44
Quello che lei sta affermando mi spiace ma non è vero e qualsiasi docente,
ricercatore o persona interessata di scienza lo sa benissimo.
Tutti
gli articoli scientifici approvati e pubblicati hanno un codice di
riferimento (che nella maggior parte dei casi identifica numero, volume e
pagina) e nel sito della rispettiva rivista che li ha pubblicati sono
indicizzati SEMPRE. Al massimo la lettura non è gratuita ma è riportato
solo l'abstract. Quello che sto chiedendo non sono link ad altri siti ma bensì un riferimento ad un qualsiasi articolo scientifico che tratti la
questione: fino ad allora sono le parole di
Battaglia (rispettabilissimo(??) docente all'università di Modena se
non sbaglio) riportate su un giornale e non su una rivista scientifica. Se
tali affermazioni sono veritiere immagino vi sia un suo articolo
scientifico da qualche parte.
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