| Per il PD no alle emissioni zero |
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Il «niet» è dello scorso 29 agosto. «Senza se e senza ma», tenne a precisare Loiero, perché a suo avviso il saldo energetico della Calabria è già positivo» e perché «quella centrale è in contrasto con lo sviluppo di quell'area e con il Piano energetico regionale». Il progetto era stato presentato nei mesi scorsi dalla società Sei, controllata da Ratia Energie, Hera, Foster Wheeler Italiana e Apri Sviluppo. L'investimento previsto era di quasi un miliardo di euro, esclusivamente privato, con una ricaduta occupazionale che secondo la Sei sarebbe stata di circa «800 unità in corso di realizzazione e di 400 a regime di produzione». Ma dopo il «no» la società ha chiesto la sospensione delle procedure per il rilascio del Via, la valutazione di impatto ambientale necessaria per dare il via libera ai lavori. E tutto si è fermato. Gongolano i «no» alla centrale, con in testa Legambiente che parla di scampato pericolo per le emissioni di 7,5 tonnellate di C02, mentre i «sì» arricciano il naso. La ex Liquichimica, fabbrica dismessa da quasi quarant'anni, è uno dei simboli di questa terra. Costruita nel lontano 1974 grazie all'allora famoso «pacchetto Colombo» per il rilancio industriale del Mezzogiorno, la fabbrica doveva produrre bioproteine sintetiche: fieno artificiale per bovini. Ma non è mai entrata in funzione perché pochi giorni dopo la fine dei lavori il ministero della Sanità disse che quelle bioproteine erano dannose per la salute degli animali. Felice Manti – Il Giornale – 20/10/2008
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Mentre la sinistra nazionale tuona contro il «no» del governo al pacchetto Ue sul clima, i dirigenti locali buttano alle ortiche la possibilità di riqualificare un'area ferma da quasi 40 anni, ridurre le emissioni dei gas serra senza rinunciare a un cospicuo surplus energetico con zero costi per lo Stato. Succede a Saline Joniche in Calabria, regno del governatore Pd Agazio Loiero. Che qualche settimana fa ha detto «no» a una centrale a carbone «pulito», a emissione zero come le «sorelle» di Civitavecchia e Porto Tolle, che avrebbe potuto creare centinaia di posti di lavoro e riqualificare l'area industriale dell'ex Liquichimica, in provincia di Reggio Calabria.