| Greenpeace, andate a lavorare! |
|
|
|
|
Erano una decina di lavoratori, quelli che sono andati davanti alla sede di Greenpeace a Roma, in piazza dell'Enciclopedia, e hanno esposto gli stessi striscioni. Un portavoce dei lavoratori ha dichiarato: «Siamo stufi di essere presi di mira e non accettiamo di essere aggrediti in casa nostra. Chiediamo alle istituzioni di essere tutelati dagli atti irresponsabili e dalle accuse senza fondamento di Greenpeace». Hanno inoltre spiegato che «la nostra Centrale è un modello di attenzione per l'ambiente e per la salute. Gli “eco bugiardi” che dicono no a tutto, lo sanno molto bene, ma per affermare le loro menzogne compiono atti irresponsabili e pericolosi». Contestare la centrale riconvertita, sempre a detta dei lavoratori, «significa far fare l'ennesimo passo indietro al nostro ' Paese soltanto per un pregiudizio ideologico. Il 40% dell'energia mondiale è prodotta con il carbone, in Italia appena il 14%.
Gli attivisti di Roma, proprio ieri, hanno invece dichiarato che i manifestanti, «sono stati così discreti che noi non ci siamo neanche accorti del loro blitz. Anzi, vorremmo parlare con loro e fargli presenti i nostri progetti per la produzione alternativa di energia e per l'aumento dei posti di lavoro che ne deriverebbero». Critiche forti sono arrivate, all'indomani dei due blitz di Greenpeace, uno alla Centrale e uno al porto di Civitavecchia, anche da Federlazio. «In un momento così drammatico per l'economia e l'occupazione, si perde tempo con inutili dimostrazioni e azioni prepotenti che sono fuori dalla logica del tempo».
Queste le parole del responsabile territoriale della Federlazio, Stefano Cervini, che ha precisato: «La conversione a carbone della centrale Enel di Civitavecchia è un progetto partecipato e condiviso dalla Regione Lazio, da tutti i Comuni del comprensorio e dalle centinaia di imprese, dai sindacati e dalle migliaia di persone che vi lavorano. Anche il commissario europeo all'Energia, Andris Piebalgs, lo ha descritto come un progetto all'avanguardia mondiale in quanto a tecnologia». Donato Robilotta, consigliere regionale del Lazio (Socialisti riformisti), ha ricordato anche che «l'impianto, già inaugurato da Berlusconi, fa parte di quel piano energetico che prevede anche la costruzione di centrali nucleari che serviranno a rendere autosufficiente il Paese».
Francesco di Majo – Libero – 18 /10/2008
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|








Alla centrale di Civitavecchia i dipendenti Enel manifestano contro Greenpeace: «andate a lavorare». Greenpeace stavolta ha sbagliato indirizzo. La protesta dì tre giorni fa alla centrale Enel dì Torre Valdaliga a Civitavecchia, convertita a carbone e inaugurata pochi mesi fa, è stata bocciata addirittura dagli stessi lavoratori della centrale che, visti arrivare gli attivisti della Onlus ambientalista, hanno contromanifestato srotolando i propri striscioni. «Sì al carbone pulito e al lavoro», «Basta ecoballe» e «No a Greenpeace» erano gli slogan. E poi Un altro, forse il più esemplificativo dello stato d'animo dei lavoratori impegnati nella riconversione del più importante centro di produzione di energia del centro Italia: «Andate a lavorare».